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Il monitoraggio della qualità dell’aria nelle aree portuali o esposte ai fumi delle navi

La qualità dell’aria nei porti e nelle aree esposte ai fumi delle navi è raramente monitorata. Lo è poco in Europa, e ancor meno in Italia salvo le rare volte in cui questo viene fatto, di solito su iniziativa delle autorità portuali e senza che i cittadini ne vengano messi a conoscenza,   nell’ambito di progetti di ampliamento dei porti. 

 

La nuova Direttiva 2024/2881 del 23 ottobre 2024 relativa alla qualità dell’aria ambiente e per un’aria più pulita in Europa, ha finalmente posto rimedio al vuoto legislativo inserendo i porti fra  cd. i  «punti critici di inquinamento atmosferico» (art. 4, 27).

 

Le nuove stazioni di monitoraggio nei porti dovranno essere ubicate in modo tale che l’aria monitorata sia rappresentativa di una superficie pari ad almeno 250 m × 250 m.

 

Per poter verificare l’impatto delle emissioni navali la nuova Direttiva prescrive che il punto di campionamento (almeno uno)  “sottovento rispetto alla fonte principale nella direzione prevalente del vento all’interno della zona residenziale più vicina; se non si conosce la concentrazione di fondo, è installato un punto di campionamento supplementare sopravvento rispetto alla fonte principale relativamente alla direzione del vento predominante” e che monitori le polveri ultrafini, di cui le navi sono, notoriamente grandi emettitrici e alle quali è  riconducibile un rilevante impatto sulla salute umana .