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L’elettrificazione delle banchine e l’elettrificazione dei traghetti

A seconda delle rotte e del tipo di nave le soste in porto possono durare giornate intere, notti o più giorni di seguito, durante i quali le navi devono, per far funzionare i sistemi di bordo, tenere i motori (cd. ausiliari) accesi. Questo comporta emissioni atmosferiche – e  anche sonore – che sono tanto più rilevanti quanto più lunga è la sosta in porto.

 

Le nuove norme europee (Direttiva AFIR e  FUEL EU) impongono ai porti di elettrificare le banchine con i cd. sistemi OPS (Onshore Power Supply) in modo che le navi che si fermano a lungo in porto possano usare l’elettricità per far funzionare i sistemi di bordo  durante la sosta. Mentre i porti lavorano in tal senso per l’obiettivo stabilito dalle norme al 2030, alcuni porti in Europa hanno deciso di rendere l’allaccio  alle banchine obbligatorio già nel 2027 (es. Amburgo), o hanno istituito tariffe di accesso ai porti maggiorate per le navi che scelgono di non allacciarsi alla rete elettrica (Aarhus).

 

Anticipare ed estendere l’elettrificazione delle banchine è, dunque, importante per ridurre le emissioni inquinanti in porto quanto sostenere – con apposite regole – l’anticipazione dei tempi della predisposizione delle navi per l’allaccio, obbligo imposto dal 2030 alle sole navi oltre le 5000 tonnellate passeggeri e portacontainer. 

 

Le emissioni dei traghetti sono, fra quelle di tutte le navi,  le più sporche, continue e tossiche.   L’età media dei traghetti in Italia si avvicina ai 30 anni, con la conseguenza di avere spesso motori così vetusti da non essere neppure soggetti ai limiti di emissione per i NOx previsti – solo per le navi costruite dal 2000 in poi – dalle norme IMO.

 

Gli armatori italiani hanno beneficiato  e continuano a beneficiare di grandi quantità di fondi pubblici per garantire il servizio di continuità territoriale con le isole, di solito senza migliorare in alcun modo le prestazioni ambientali delle navi con cui lo effettuano.  Uno studio di Transport  & Environment indica che l’Italia, con 2,4 Mt di CO₂ emesse, sia il primo Paese europeo per emissioni di gas serra prodotte dai traghetti e che tre dei suoi porti sono nella top 10 tra quelli con il livello più alto di emissioni. Eppure, prosegue il rapporto, in Italia 2 rotte su 3 potrebbero essere completamente elettrificate entro il 2035, con interventi che sono non solo tecnicamente possibili ma anche economicamente convenienti per gli armatori.

 

Secondo lo studio di T&E il 51% dei traghetti che operano in Italia è già tecnicamente sostituibile da imbarcazioni full electric (a batteria); e un ulteriore 26% potrebbe invece navigare in modalità ibrida. E già oggi sarebbe economicamente conveniente rendere elettrico o ibrido i traghetti in un caso su quattro (26%).